Tutti sanno che il suono ha un profondo impatto sul nostro benessere ma quello che pochi sanno e che esso ha un’influenza ancora maggiore sugli animali, in quanto ancora più sensibili e percettivi.

Chi non ha mai provato sensazioni di leggerezza, rilassamento o benessere psico fisico all’ascolto di una musica rilassante o disteso in un soffice prato ascoltando il cinguettare degli uccelli e il fruscio del vento tra gli alberi?

In realtà il suono ha un grande potere, per mezzo del quale, è possibile modificare lo stato di salute di ogni essere vivente, comprese le piante: agisce sulle nostre cellule, sul nostro umore e ci conduce con grazia verso percorsi di ricerca spirituale.

Nell’antichità, molte culture utilizzavano il suono come “strumento” di guarigione, le religioni ne facevano uso attraverso canti e strumenti musicali per alimentare la spiritualità nei fedeli, nelle battaglie si poteva sentire il canto di guerra, si celebravano riti propiziatori al suono di tamburi e danze. Tuttora monaci tibetani e sciamani nativi americani utilizzano particolari suoni per guarire diverse malattie anche gravi.

In fondo, se facciamo riferimento alla creazione… tutto è stato generato dal suono OM, la vibrazione primordiale!

Il suono infatti è vibrazione e la stessa scienza afferma che l’intera materia è costituita da particelle in continua vibrazione.

Si dice che i monaci tibetani avessero usato la voce per spostare i massi per costruire i loro monaster!

Si narra anche che la voce della grande soprano Maria Callas riuscisse a far vibrare fortemente lampadari e bicchiere di cristallo durante le sue esibizioni, fin quasi al punto di rottura.

Il famoso sensitivo Edgar Cayce e il genio tedesco Rudolf Steiner, hanno affermato che particolari frequenze siano in grado di innescare la guarigione fisica e mentale (prevedendo addirittura che sarebbe stati “ripescate” e utilizzate nuovamente nel XXI secolo).

Oggi sono disponibili diversi strumenti che permettono di curare con il suono. Essi vengono accordati sui cosiddetti toni puri, ossia particolari frequenze che riescono ad interagire con le frequenze di cellule e organi, come  ad esempio il diapason (accordato a 432Hz), il gong e le campane tibetane.

Le campane tibetane, in particolare, risultano notevolmente efficaci sugli animali e vengono spesso utilizzate per riportare armonia e benessere psico fisico. Ciò è possibile in quanto gli animali hanno la capacità di ascoltare più ottave e toni rispetto agli esseri umani, vivono costantemente nel presente e la loro mente è altamente percettiva e priva di blocchi e schemi.

Il tocco armonico delle campane tibetane può essere usato in molti casi: si mostrano particolarmente adatte per lenire e ridurre il dolore, rilasciare ansia e stress, rilassare completamente.

Tutti sanno che il suono ha un profondo impatto sul nostro benessere ma quello che pochi sanno e che esso ha un’influenza ancora maggiore sugli animali, in quanto ancora più sensibili e percettivi.

Chi non ha mai provato sensazioni di leggerezza, rilassamento o benessere psico fisico all’ascolto di una musica rilassante o disteso in un soffice prato ascoltando il cinguettare degli uccelli e il fruscio del vento tra gli alberi?

In realtà il suono ha un grande potere, per mezzo del quale, è possibile modificare lo stato di salute di ogni essere vivente, comprese le piante: agisce sulle nostre cellule, sul nostro umore e ci conduce con grazia verso percorsi di ricerca spirituale.

Nell’antichità, molte culture utilizzavano il suono come “strumento” di guarigione, le religioni ne facevano uso attraverso canti e strumenti musicali per alimentare la spiritualità nei fedeli, nelle battaglie si poteva sentire il canto di guerra, si celebravano riti propiziatori al suono di tamburi e danze. Tuttora monaci tibetani e sciamani nativi americani utilizzano particolari suoni per guarire diverse malattie anche gravi.

In fondo, se facciamo riferimento alla creazione… tutto è stato generato dal suono OM, la vibrazione primordiale!

Il suono infatti è vibrazione e la stessa scienza afferma che l’intera materia è costituita da particelle in continua vibrazione.

Si dice che i monaci tibetani avessero usato la voce per spostare i massi per costruire i loro monaster!

Si narra anche che la voce della grande soprano Maria Callas riuscisse a far vibrare fortemente lampadari e bicchiere di cristallo durante le sue esibizioni, fin quasi al punto di rottura.

Il famoso sensitivo Edgar Cayce e il genio tedesco Rudolf Steiner, hanno affermato che particolari frequenze siano in grado di innescare la guarigione fisica e mentale (prevedendo addirittura che sarebbe stati “ripescate” e utilizzate nuovamente nel XXI secolo).

Oggi sono disponibili diversi strumenti che permettono di curare con il suono. Essi vengono accordati sui cosiddetti toni puri, ossia particolari frequenze che riescono ad interagire con le frequenze di cellule e organi, come  ad esempio il diapason (accordato a 432Hz), il gong e le campane tibetane.

Le campane tibetane, in particolare, risultano notevolmente efficaci sugli animali e vengono spesso utilizzate per riportare armonia e benessere psico fisico. Ciò è possibile in quanto gli animali hanno la capacità di ascoltare più ottave e toni rispetto agli esseri umani, vivono costantemente nel presente e la loro mente è altamente percettiva e priva di blocchi e schemi.

Il tocco armonico delle campane tibetane può essere usato in molti casi: si mostrano particolarmente adatte per lenire e ridurre il dolore, rilasciare ansia e stress, rilassare completamente.

 

Ecco alcune esperienze raccontate direttamente dal nostro insegnante di campane tibetane Mario Fera:

“Può apparire semplice descrivere l’effetto che hanno queste ciotole sugli esseri viventi, ma così non è.

Ti stupiscono ogni volta, ti emozionano, ti sostengono quando il dubbio penetra nella mente…

Quando, anni fa, iniziai a suonarle dopo aver partecipato ai diversi livelli del corso con un ex monaco buddista, il Maestro Thonla Sonam, non immaginavo neanche che avrebbero agito immediatamente proprio su di me.

Alcuni maestri mi suggerirono poi di utilizzarle anche sugli animali e da quel momento iniziò per me un sorprendente percorso di intesa e amore con cani e gatti.

Diverse volte fui ospite di un gattile di Caravaggio, dove con mio stupore, gli inquilini a quattro zampe, al suono delle campane si fermavano ad ascoltare in rigoroso silenzio.

Persino “la peste”, un gattone superattivo così soprannominato, gradiva queste melodie e, per ben due volte, si sedette accanto a me, gustandosi il “concerto” persino con le frequenze che superavano i 600hz (frequenze molto acute che i maestri mi avevano sconsigliato di usare con gli animali a causa dell’udito particolarmente sensibile).

Simili situazioni le vissi già in precedenza facendo iniziale esperienza con i cagnolini di mia sorella ed il mio, nonché con una nipotina di pochi mesi.

Come si può immaginare, c’erano momenti in casa, in cui regnava un bel po’ di confusione e allora… mi sedevo sul tappeto in sala, con alcune ciotole e iniziavo le melodie… pochi minuti bastavano affinché cagnolini e nipotina si quietassero.

Fondamentalmente ciò che le campane tibetane fanno è pacificare il nostro stato confusionale e riportare ad uno stato di pace il cervello confuso.

Animali, persone, natura ed i quattro elementi hanno un continuo bisogno di ricordare la propria frequenza pura e con l’aiuto delle campane tibetane, questo potrebbe accadere….

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