Comportamento umano nei confronti del cane

Il nostro comportamento interagisce con gli stimoli inviati al cane

Il corretto rapporto uomo-cane

Una grande e affascinante storia che si perde nella notte dei tempi: l’amicizia tra l’uomo e il cane…

Un’amicizia che ha radici profonde e che per certi versi è assimilabile al legame tra un genitore ed un figlio, un’amicizia fatta di empatia, di comprensione reciproca di comunicazione non verbale.

Da sempre gli scienziati cercano di approfondire i meccanismi comportamentali e biologici di questa relazione uomo cane e dagli studi effettuati è emerso che gli esseri umani ed i loro amici vivono in una relazione d’attaccamento, proprio come la mamma col proprio bambino.

Reciprocamente godono l’uno della compagnia dell’altro, apprendono, cooperano e crescono insieme, condividendo eventi e situazioni che potrebbero essere anche rischiose per l’uno o per l’altro in una sorta di mutuo soccorso.

In questo tipo di relazione, basata sul mutuo supporto, l’essere umano è in grado di sollecitare in loro lo sviluppo delle proprie capacità e abilità e tende ad integrarli armonicamente in contesti familiari e sociali.

Il cane offre le proprie doti naturali nell’interpretare ruoli variegati che possono andare dal compagno allegro e gioioso in casa, al compagno fedele di tante avventure di vita o solerte e vigile “alter ego” nel proteggere la casa o le greggi, fino ad arrivare ad un impegno sociale notevole in cui i nostri amici a quattro zampe vengono impiegati come cani-guida per non vedenti, cani poliziotto, cani dedicati alla ricerca tra le macerie, nella pet terapy e così via.

Il nostro amico dimostra sempre di essere all’altezza delle situazioni ed è facilmente adattabile, soprattutto se portato in famiglia a cui diventa immediatamente sensibile e percettivo.

Come detto in altre sezioni, il nostro piccolo amico presenta, oltre ad una mente “pensante”, una grande varietà di emozioni che sono anche soggette al comportamento umano e le sue modalità di espressione sono legate ad una comunicazione che seppure non verbale, è ricca di posture, vocalizzi, messaggi visivi ed espressivi: possiamo notarlo nei movimenti della coda, nello sguardo fisso nei nostri occhi, nel reclinare leggermente  la testa a destra e a sinistra, nel mugolare o vocalizzare, tutti messaggi che reagiscono ad una situazione, ad una richiesta, all’interpretazione di una emozione umana alla quale assistono in quel momento, sia essa rabbia, che tristezza, depressione o felicità.

Questo è dovuto  alla loro grande percezione energetica, alla sensibilità che dimostrano alle frequenze sia positive che negative, alle doti di osservazione ed interpretazione delle abitudini e del comportamento umano.

Molti dei loro comportamenti e istinti infatti riescono ad armonizzarsi perfettamente con i nostri e le loro capacità di osservazione e la sensibilità posseduta permette loro di comprendere molte sfumature del proprio compagno umano.

Non vi siete mai accorti come il vostro cane vi osserva  quando prendete il giubbotto, intuendo se state per uscire o lo prendete semplicemente per riporre qualcosa? Nel primo caso sicuramente si lancerà dalla cuccia per venire con voi nel secondo vi osserverà tranquillamente senza muovere un muscolo…. Sembra quasi telepatico!

Un aspetto che spesso ci sorprende quindi è proprio la loro grande capacità di interpretare e a volte di anticipare i nostri comportamenti e stati d’animo, quasi a comprendere il “frasario umano”.

Ma facciamo attenzione: non è propriamente così, il cane non interpreta le parole anche se di alcune ne può memorizzare i suoni ed associarli ad una cosa, una persona, un verbo o un suo giocattolo.

Ripetiamo, il loro modo di comunicare non è verbale ma tendiamo spesso a dimenticarlo: questa “dimenticanza” a volte può diventare un vero e proprio ostacolo poiché innesca un meccanismo di incomprensione fra uomo e cane che può condurre anche a seri problemi di convivenza.

Per esempio: abbracciare un cane dominante significa cercare di sottometterlo e probabilmente esso potrà reagire in modo più aggressivo. Ricordiamoci come in natura gli animali comunicano tra di loro e impongono le gerarchie.

Quando un cane entra in famiglia, deve essere  il suo compagno umano a comprenderne il carattere e ad osservarne i comportamenti, in tal modo potrà adeguare i meccanismi di comunicazione a quelli del suo piccolo amico e impostare una serie di regole che risultano fondamentali per l’integrazione corretta e rispettosa del cane all’interno del suo “nuovo” branco umano, inducendone il senso di appartenenza e la collocazione nella giusta gerarchia.

Questo senso di appartenenza rappresenta uno dei ruoli fondamentali nella relazione uomo – cane, in quanto il nostro amico a quattro zampe mostrando di avere competenze sociali sofisticate, ha perfettamente intuito come unirsi e adattarsi ad una comunità di specie diversa.

La sua “malleabilità” sociale gli permette così di regolare l’aggressività, imparare le regole, partecipare alle attività del gruppo e generare quell’attaccamento che gli permetterà di sviluppare sicurezza e di sentirsi protetto, attaccamento che continuerà  a consolidarsi sempre di più nell’arco di tutta la sua vita.

Viceversa, se non si impongono regole, non si dimostra affetto e attenzioni, non si riserva rispetto e comprensione per il cane, non si utilizza una comunicazione adeguata, esso inizierà a manifestare un carattere insicuro, potrebbe sviluppare varie emozioni negative come ansia da separazione o rabbia manifestata nel distruggere cuscini, porte e pareti, cercherà di fuggire appena possibile o abbaierà in continuazione se lasciato solo in casa, rendendo la convivenza problematica da ambo le parti.

Importante è impostare immediatamente un rapporto con il cane  in modo determinato, paziente e soprattutto coerente, inviando messaggi chiari ed espliciti.

Ma vediamo alcuni esempi di comportamento corretto da tenere con il nostro piccolo amico:

Iniziamo con l’addestramento

Sebbene i cani possano essere addestrati per svolgere compiti socialmente utili (operazioni di salvataggio, pet terapy, ecc.) esistono tecniche base di educazione cinofila che ogni compagno umano  dovrebbe conoscere, poiché decisamente utili a creare i presupposti per una buona intesa cane-uomo e una serena convivenza familiare.

Sicuramente educare un cucciolo risulta più semplice che un cane adulto, ma anche il cane adulto può dimostrare “buona volontà” nell’apprendere qualche regola. Ricordiamoci però che un adulto che non sia stato educato, può diventare più difficile da gestire.

Per educare il cane ci si può rivolgere ad un professionista nel campo della cinofilia che insegnerà ad operare nel modo corretto, ma sarebbe utile che la persona proseguisse anche a casa il percorso educativo nell’addestrare il proprio cane, poiché questo lavoro renderà migliore l’intesa tra di essi.

I comandi vocali

Sappiamo che un cane è perfettamente in grado di interpretare il significato di alcune parole, come ad esempio pappa, cuccia, palla, ma non dobbiamo confondere  l’associazione che il cane fa tra il suono e l’oggetto, con una capacità di comprendere parole, frasi o discorsi articolati.

Il cane è in grado di “fare ragionamenti” e agire di conseguenza ma non è un interprete della nostra lingua. Ecco perché è importante utilizzare sempre le stesse parole per insegnargli i comandi, e se non dovesse rispondere, occorre semplicemente ripetere con chiarezza e fermezza lo stesso vocabolo scelto. Non confondiamolo utilizzando altre parole o frasi complesse per ribadire lo stesso concetto.

I comandi dovranno essere sempre brevi chiari e precisi e il tono sarà autoritario e greve. Ma se stiamo condividendo momenti gioviali, divertenti e piacevoli allora utilizzeremo un tono di voce più tranquillo e più acuto, lo renderà sicuro e giocoso.

 Il linguaggio gestuale

Il linguaggio gestuale riveste una grande importanza interpretativa per il cane. Come per noi esseri umani anche per esso è identificativo il linguaggio dei gesti e del corpo dell’uomo, poiché è più semplice ed intuitivo da comprendere e ricordare.

A seconda della posizione che assumiamo, di come ci muoviamo, di come lo guardiamo, il nostro amico a quattro zampe, è in grado, attraverso il suo codice di comunicazione, di comprende sia la nostra collocazione gerarchica che le nostre intenzioni.

Facciamo qualche esempio: se ci dirigiamo verso di esso in modo frettoloso, può essere interpretato da parte del cane come un segnale di aggressione, se siamo in passeggiata e ci voltiamo dalla parte opposta il cane segue autonomamente la nostra direzione, se lo guardiamo dritto negli occhi può essere interpretato come un segnale di sfida, se lo fissiamo a lungo potrebbe sentirsi sottomesso.

Conclusioni

Detto questo possiamo ribadire ancora una volta che è molto piacevole e gratificante condividere la propria vita con un cane sereno ed educato che potrà così esprimere al meglio le sue qualità e la sua meravigliosa capacità di donare affetto e gioia all’intera famiglia!

 

“I cani sono il nostro legame con il paradiso. Non conoscono il male né la gelosia né la scontentezza. Sedersi su un pendio con un cane in uno splendido pomeriggio è come tornare nel giardino dell'Eden in cui oziare non era noioso: era la pace”
                                                                                                  (Milan Kundera)

DIRETTORE DELLA SCUOLA PER OPERATORI OLISTICI CINOFILI

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