Prevenzione aggressività nel cane

Come gestire il cane affinchè non sia aggressivo

Da più di diecimila anni esiste un’indissolubile amicizia tra l’uomo e il cane, un “accordo” non verbale ma nato e sancito spontaneamente, un rapporto che fa, di questo quattro zampe, un fedele, disinteressato e affettuoso compagno di vita.

Non sempre però esiste una adeguata cultura e sensibilità nell’approccio o nella relazione con un cane, e spesso ci si dimentica che abbiamo a che fare  con un essere vivente dotato di un temperamento, una mente, emozioni e esperienze proprie.

Questa mancanza potrebbe dare origine a diverse problematiche comportamentali e nel peggior dei casi, a episodi di aggressione verso gli esseri umani e in particolare verso i bambini.

Per tale ragione è fondamentale, sin dall’infanzia, iniziare a inculcare ai nostri bimbi importanti concetti legati a sentimenti di umanità e rispetto per l’ambiente, per il cane e per tutte le creature viventi. In questo percorso di crescita, essi dovranno essere introdotti in modo giocoso e accattivante nel mondo del cane, conducendoli pian piano all’apprendimento di tutte quelle nozioni che rappresentano la base  per la creazione di una relazione colta, consapevole, duratura e sicura.

Studi recenti nel campo della neuropschiatria infantile dell’Università di Cambridge, pubblicata sulla rivista Journal of Applied Developmental Psychology, dimostrano che i bambini riescono ad instaurare con i propri cani relazioni più soddisfacenti e meno conflittuali rispetto a quelli esistenti con i propri fratelli e il legame che viene a crearsi e in grado di infondere in loro sicurezza e stabilità emotiva.

Inoltre, attraverso la convivenza con un cane, i bambini non solo vedono nel proprio amico a quattro zampe un prezioso confidente ma iniziano a prendersene cura diventando man mano responsabili e attenti alle sue necessità, responsabilità ed attenzione che diverranno parte del proprio bagaglio educativo.

Purtroppo gli stessi effetti benefici apportati ai bambini non sempre possono essere attribuiti anche al cane.

Ovviamente ci sono casi in cui il nostro piccolo amico peloso è in grado di convivere serenamente e in modo equilibrato con la sua famiglia umana.

Ma ci sono alcune situazioni in cui la convivenza non è armonica, il cane è mal sopportato o semplicemente rappresenta il simpatico giocattolo vivente a cui si può fare di tutto. Se poi il cane non è socializzato, si rischia che un vocalizzo di troppo di un infante, un movimento imprevedibile, inconsueto o troppo rapido, una situazione particolarmente tesa in famiglia o l’arrivo di un nuovo nato, possano scatenare dei meccanismi per i quali il cane diventa “aggressivo” e si rivolta verso il suo stesso compagno umano.

Aggressività nei cani

Vediamo adesso cosa significa il termine “aggressivo” poiché in realtà l’aggressività  comprende molti aspetti.

In natura è “normale” l’aggressività negli animali, poiché proiettata verso funzioni di caccia, di difesa del proprio territorio o della cucciolata, di affermazione della propria autorità o semplicemente legata a giochi di forza.

Se invece l’aggressività è mirata ad attaccare per “danneggiare” allora siamo in presenza di un aspetto comportamentale che può derivare probabilmente da una comunicazione cane – uomo decisamente poco corretta.

Purtroppo non è raro che un bambino venga morso e da studi effettuati, risulta che quelli inferiori ai quattro anni rappresentino le vittime più frequenti nei casi di aggressività.

La superficialità e la mancanza di cultura in merito, talvolta porta un genitore a sottovalutare certi aspetti emozionali e comportamentali sia del bambino che del cane, e non considera importante porre un’adeguata sorveglianza alla presenza del cane quando c’è un bambino piccolo.

Nel caso in cui ci accorgiamo che il nostro piccolo amico a quattro zampe mostri comportamenti aggressivi, è sempre meglio rivolgersi immediatamente al proprio veterinario che potrà suggerire le terapie o i trattamenti più adeguati al caso.

I cani che mostrano segni improvvisi di aggressività potrebbero avere un problema di salute, poiché alcune patologie potrebbero dare origine a comportamenti aggressivi.

Se non dovesse essere un problema di salute, occorrerà comunque rivolgersi, a seconda del caso, ad un comportamentista o ad un addestratore cinofilo, poiché l'aggressività è una manifestazione di disagio importante è solo un professionista può dare una mano nel gestirla correttamente.

Molteplici potrebbero essere le cause che scatenano l’aggressività in un cane. Tra gli esempi più semplici troviamo il nostro peloso che ringhia a chi osa avvicinarsi ai suoi giocattoli o alla sua ciotola del cibo, nei casi più complessi il cane ringhia ad altri cani, ai nostri vicini o ancora peggio ai nostri ospiti.

Comprendere le cause dell’aggressività è il primo passo per predisporre il percorso corretto per un recupero comportamentale.

Uno dei problemi comportamentali più frequenti che si riscontrano è il disagio dovuto all’arrivo di un nuovo nato in famiglia: in questo caso il cane potrebbe dare sfogo a sentimenti di gelosia, senso di esclusione, competizione e, nel tentativo di allontanare l’attenzione dei genitori bambino per riportarla nuovamente su di sé, potrebbe abbaiare, mugolare o cercare in qualche modo di separare il bambino dai genitori.

Per tale ragione, è fondamentale prendere alcuni accorgimenti ancora prima che il bimbo arrivi a casa, riconfigurando gli spazi e le aree che al nostro peloso saranno eventualmente negate o a cui potrà sempre avere accesso.

E’ importante poi coinvolgerlo nelle diverse situazioni in cui il bimbo è presente.

Lasciatelo subito avvicinare al nuovo arrivato, ovviamente con molta attenzione, per farne la conoscenza annusandolo, così da prendere familiarità con questo nuovo “odore”. Dategli poi una maggior attenzione quando il bambino e presente, piuttosto che in sua assenza.

Il nostro piccolo peloso continuerà a sentirsi comunque importante e integrato perfettamente e questo favorirà l’instaurarsi di un rapporto più armonico con l’intera famiglia.

Suggerimenti per un approccio più sicuro

Ecco di seguito alcuni suggerimenti che potranno essere utili nel prevenire eventuali atti di aggressività verso i bambini.

1.    Non lasciare mai bambini e cani senza sorveglianza.
Spesso si dimentica che anche il cane di famiglia potrebbe avere comportamenti che ai nostri occhi forse potrebbero apparire incomprensibili e immotivati.

2.    Insegnare al bambino di evitare di toccare il cane in alcune situazioni particolari:
quando dorme, se è malato, se sta mangiando o se ha dei cuccioli vicino.

3.    Insegnare al bambino di avere rispetto e attenzione per il proprio cane.
Non tirargli la coda, strattonarlo, corrergli incontro urlando o agitando le braccia o altro ancora ma giocarci tranquillamente, coccolarlo e lasciarlo stare quando il cane decide di appartarsi o starsene per conto suo nei suoi spazi.

4.    Alla scelta di un cane cercare il tipo più adatto alle caratteristiche e allo stile di vita della famiglia.
La scelta è sempre importante in un’ottica di una convivenza duratura ed armoniosa dalla quale sia il cane che il bambino possano trarre i massimi benefici.

Avvicinarsi ai cani in sicurezza

Nel percorso di crescita, occorrerà continuare ad alimentare il rapporto cane-bambino con le regole di conoscenza e rispetto per le esigenze del piccolo amico ed insegnare al proprio figlio il modo corretto di avvicinarsi ai cani in generale.

Spesso i bambini che vivono con cani in casa, tendono ad avere una fiducia assoluta anche nei confronti di quelli che non conoscono e ciò può essere potenzialmente pericoloso.

E’ opportuno invece insegnare loro che i cani “sconosciuti” non devono essere avvicinati così come si fa con il beniamino di casa: occorre osservare delle regole di base che possiamo riassumere per sommi capi in questo modo:

  1. Chiedere il permesso al conduttore
  2. Avvicinarsi con calma
  3. Non fare movimenti bruschi o improvvisi
  4. Avvicinare lentamente la mano al muso e lasciarsi annusare
  5. Accarezzare il cane sotto il muso e non sulla testa
  6. Non avvicinarsi se il cane risulta irrequieto, abbaia, sta mangiando o ha in bocca un osso o un gioco.

Il cane adottato

Oggi in molti decidono di trovare il proprio beniamino in canile o rivolgersi ad associazioni che riescono a salvare i nostri piccoli amici da situazioni talvolta davvero orribili.

In questi casi purtroppo alcuni di essi portano con sé un bagaglio davvero pesante, fatto di tristezza, di traumi, di maltrattamenti, di paura, di rabbia e di frustrazioni. Entrando in un famiglia umana che li accoglie con amore e rispetto, talvolta riescono a superare il passato, dimenticare le peggiori esperienze e riadattarsi alla nuova vita fatta di calore e attenzioni.

Non sempre però è così.

Ecco perché risulta fondamentale insegnare al bambino che un cane adottato avendo un passato sconosciuto, potrebbe arrivare da situazioni che hanno lasciato in esso forti segni di disagio dando origine a pesanti stati emozionali.

Senso dell’abbandono, paura, insofferenza al comando, aggressività e altro ancora sono manifestazioni di questo disagio e pertanto è necessario che inizialmente il bambino abbia un atteggiamento più attento nel relazionarsi con il suo compagno peloso. Questo perché il cane potrebbe mal interpretare certi atteggiamenti o certe situazioni familiari e reagire così in modo imprevedibile e inadeguato.

Al suo arrivo è comunque sempre consigliabile osservare con attenzione i comportamenti del cane e cercare di relazionarsi e comunicare con esso in modo opportuno.

Nel caso poi si dovessero manifestare stati emozionali non corretti o eccessivi si consiglia di consultare il veterinario.

 

“Dopo aver avuto il cuore affranto per ore, approfittai del primo momento di solitudine per piangere molto amaramente. All’improvviso una testolina pelosa emerse da dietro il cuscino, premendosi contro la mia faccia, sfregando orecchie e musetto contro di me con sensibile agitazione e asciugando le lacrime a mano a mano che scendevano.”

                                                               (Elizabeth Barrett Browning)

 

PROGETTO QUA LA ZAMPA AMICO

Progetto didattico di 6 ore dedicato ai bambini per introdurli in modo giocoso e accattivante nel mondo del cane. Obiettivo del percorso è quello di fornire solide basi per la prevenzione degli atti di aggressività e per la creazione di una relazione bambino-cane colta, consapevole e armoniosa.

Per informazioni e iscrizioni al corso contattare:

tiziana@curaicaninaturalmente.it  -  Cell. 3923295615

DIRETTORE DELLA SCUOLA PER OPERATORI OLISTICI CINOFILI

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