Psicologia Canina

Conosci davvero il tuo cane?

Sembra una domanda semplicistica eppure spesso non riusciamo ad interpretare adeguatamente i messaggi che il nostro amico a 4 zampe ci invia relativamente a ciò che pensa, sente , desidera, vuole…

Ciò che succede nella mente di un cane, in realtà, è ancora oggetto di studio, soprattutto per comprendere i tipi di pensiero che sviluppa, l’interpretazione della realtà che vive e la motivazione dei relativi comportamenti che adotta nelle varie circostanze.

Intelligenza? Furbizia? Sopravvivenza? Percezione? E ancora : Sognano? Sperano?

Quesiti ai quali al momento non siamo in grado di dare una risposta, né siamo in grado di comunicare con i nostri compagni pelosi in modo verbale e diretto per chiederglielo…

Nel frattempo però lo studio della psicologia canina ha fatto notevoli progressi e ci può dare una mano nel capirli meglio e di conseguenza agire in modo più corretto nei loro confronti.

Iniziamo con una curiosità diffusa: i cani sognano?

Chissà quante volte ci siamo accorti che mentre il nostro piccolo amico, raggomitolato o beatamente disteso sul divano, è sprofondato nel sonno, inizia a muovere le zampe più o meno vistosamente, emette deboli mugolii, sbuffa, tenta di abbaiare o muove la coda.

Oggi, gli studi effettuati sui cani, affermano che essi non solo sognano, ma vivono fortemente il sogno stesso, in quanto la loro attività cerebrale mentre dormono è molto simile a quella di un umano che sogna; i ricercatori sono convinti che i sogni più comuni fatti sono legati a momenti felici durante i quali il cane sogna di giocare, inseguire un animale, correre libero.

Ma capita anche che il sogno possa essere triste, indurre paura o far rivivere al nostro compagno peloso traumi e violenze subite: in tal caso è probabile sentire anche guaiti, notare la respirazione diventare affannosa, vederlo aprire velocemente gli occhi per guardarsi in giro smarrito.

La psicologia canina mostra molti punti di contatto con quella umana: spesso si fa riferimento al modo di agire del cane come simile a quello che motiva l’azione di un bambino.

Facciamo un esempio: il pianto è un classico modo per un bambino di attirare l’attenzione del genitore, allo stesso modo il cane cerca di attirare l’attenzione del suo compagno umano con una serie di richiami come ad esempio dando piccole musate ad un braccio o abbaiandogli.

Abbaiare è un modo molto “convincente” che il cane utilizza per ottenere ciò che vuole, perché ha compreso che il proprio compagno umano cederà in fretta pur di non sentirlo, come succede per esempio quando è ora della pappa e l’umano non ha ancora provveduto a riempirla.

Proprio come si fa con un bambino capriccioso, che pur di non sentirlo, gli si concede ciò che vuole!

Le ricerche scientifiche dimostrano che molti cani hanno un’intelligenza paragonabile a quella di un bambino di due/tre anni, non sono facilmente ingannabili e tendono ad imparare velocemente: lo si può notare nelle lezioni di educazione cinofila, nel gioco e nella vita quotidiana.

Avete mai notato come imparano subito parole come pappa, palla, uscire, no, andiamo, e così via?

Sembra che riescano ad immagazzinare più di 150 parole, a risolvere problemi e gradire i giochi di attivazione mentale che lo allontanano dalla noia e gli permettono di sviluppare le capacità cognitive.

Ovviamente non hanno un vocabolario complesso e probabilmente non sono in grado di identificare la parola nel suo significato letterale, ma sicuramente possono facilmente associare i suoni alle cose o alle azioni. In più hanno la capacità di comprendere un'ampia gamma di toni vocali che gli permette di identificare non solo le parole ma anche il significato con cui vengono dette e di conseguenza modificare i propri comportamenti in base alle eventuali emozioni che nascondono.

Facciamo un esempio: se chiamate il suo nome con un tono di voce sereno o gioioso, il cane correrà da voi scodinzolando felice e allegro, pronto per una passeggiata, per il gioco, per un premietto o semplicemente per una coccola.

Ma se lo chiamate con un tono di voce alterato o arrabbiato, noterete che il cane resterà indeciso sul da farsi, si nasconderà o forse arriverà mesto con le orecchie abbassate.

Se doveste chiamarlo con un tono di voce spaventato, il cane arriverebbe con la convinzione di dovervi proteggere da un eventuale attacco!

Se poi aveste una banale influenza o foste tristi, chiamando il cane, esso sentirebbe nella vostra voce un’ulteriore sfumatura e arriverebbe mostrandosi in veste di “infermiere”, confortandovi con la sua vicinanza e con le sue effusioni.

Come abbiamo potuto constatare il cane reagisce di conseguenza, proprio come un essere umano farebbe nelle diverse situazioni in cui verrebbe a trovarsi.

Non avendo sviluppato un linguaggio verbale, il cane ha sviluppato una comunicazione non verbale fatta di olfatto, vocalizzi e posture ed è con questo tipo di comunicazione che manifesta i propri pensieri verso gli altri animali e verso l’essere umano.

La postura è fondamentale nell’interpretazione dei suoi segnali ed uno dei suoi tasselli è la coda!

A molti di noi sarà capitato di vedere un cane con la coda ripiegata all’interno tra le zampe: questo rappresenta un segnale deciso di sottomissione, di paura.

Un cane festoso, che ha voglia di interagire, si presenterà sicuramente con un bello scodinzolamento!

Una coda leggermente abbassata rispetto alla linea orizzontale ci indica un atteggiamento intimorito, esprime poca sicurezza in se stesso.

La psicologia canina prende in considerazione anche diverse reazioni emotive, come ad esempio la gelosia: un’emozione condivisa anche con noi umani, così come tristezza, felicità, paura e così via.

Uno degli studi effettuati sulle emozioni, si basò sull’impartire dei comandi a due cani, ma solo ad uno di essi fu dato il premio a comando eseguito.

Il cane non premiato dimostrò subito segni di agitazione e fu palese che esso iniziava ad evitare l’altro….

Un aspetto interessante del loro sentimento di gelosia è la mancanza di importanza di ciò che viene offerto come ricompensa. Se ad un cane viene dato in premio un pezzetto di carne appetitoso mentre ad un altro viene dato un biscotto, i segni di gelosia non sono presenti: per il cane importante è il riconoscimento!

Un altro elemento fondamentale in psicologia canina è il sentimento di tristezza (proviamo a definirla così per ora).

Una tra le tante scene abbastanza familiari per chi possiede un cane è quella di entrare in una stanza e trovare.. l’apocalisse: cuscini sventrati, divani distrutti, carta igienica sminuzzata finemente o altro ancora fantasiosamente disseminato.

E in un angolo… il vostro amico peloso … lì, seduto con una forte espressione colpevole dipinta sul muso, volta molto probabilmente ad intenerirvi e sfuggire così alla punizione.

Osservando la sua espressione colpevole e mortificata, saremmo tentati di pensare che in esso si aggiri il virus del rimorso per ciò che ha fatto.

In realtà quando un cane vede l'espressione di disapprovazione sul volto del proprietario o sente rabbia e delusione nella loro voce, reagisce negativamente con espressioni di tristezza.

Probabilmente si rende conto di fare delle cose per le quali ci potrebbero essere conseguenze negative, ma forse proprio per questo, reagisce con espressioni di tristezza.

È interessante notare che i cani reagiscono allo stesso modo anche nel caso in cui non siano i veri colpevoli del “misfatto”, ma che abbiano assistito all’azione “cruenta” portata a termine da un altro compagno peloso convivente: assumono la stessa espressione quasi ad indicare la propria innocenza o per “accusare” in modo silente : “io non sono stato, non c’ero e se c’ero non ho fatto niente”.

Altro elemento cardine della psicologia canina è il tema del “dispetto”, della vendetta.

In seguito ad una particolare azione “disfattista” del cane, potremmo pensare che dietro di essa si nasconda un sentimento di dispetto o di vendetta nei confronti del compagno umano.

Un classico esempio si ha quando il nostro amato peloso, festoso, continua a girarci intorno mente indossiamo un giubbotto o prendiamo le chiavi di casa, pensando di poter uscire con noi. Quando si accorge che lo lasceremo a casa da solo, inizierà subito dopo a dare origine ad una serie di disastri come fare pipì sul tappeto, stracciare un cartoncino distribuendo coriandoli per casa, masticare il cuscino della poltrona e così via.

In realtà, tali comportamenti potrebbero essere spiegati anche in altri modi.

Ad esempio, il cane avrebbe potuto fatto pipì sul tappeto perché in realtà manifestava uno stato di stress dovuto al fatto di dover restare a casa da solo tutto il giorno; avrebbe stracciato qualsiasi cosa perché frustrato dal fatto di non essere riuscito a liberare l’energia repressa per non aver sufficientemente corso o giocato e così via.

Queste azioni potrebbero rappresentare la forma finale di una sorta di premeditazione ma che i cani in realtà non sembra ne possano essere capaci .

Generalmente essi reagiscono immediatamente quando vengono attaccati in qualche modo nel loro fisico o nella loro emozionalità, ma non sembra che abbiano la capacità mentale di pianificare intenzionalmente e compiere atti di vendetta contro chiunque.

Ecco perché risulta fondamentale approcciare il lato psicologico del cane nel caso in cui si evidenzino particolari comportamenti, poiché le azioni a cui si fa riferimento dovranno essere analizzate e affrontate con metodologie adeguate, come la gestione dello stress e della noia, l’impostazione di regole educative ludiche, la definizione dei tempi dedicati al gioco e allo sviluppo cognitivo… sicuramente non una “semplicistica” punizione che sicuramente non tratterrebbe il problema alla radice.

Lo scopo fondamentale della psicologia canina è quello di intraprendere un percorso di conoscenza e di comunicazione chiara e coerente con il nostro amico a quattro zampe, impartendo una forma di disciplina in grado di renderlo sereno ed equilibrato, sicuro di un ambiente affettuoso, rispettoso ma dominante, giocoso ma attento ai suoi bisogni.

Ricordiamoci che il nostro cane è un “bambino” dalle mille risorse ma da innumerevoli e differenti bisogni che dovremo gestire correttamente e assecondare: in questo modo lo renderemo felice e soddisfatto e questo lo porterà ad essere più gestibile ed educato.

Assicurandogli una convivenza di qualità, saremo in grado di instaurare con il nostro grande e fedele compagno di vita,  una relazione indimenticabile, equilibrata, armonica ed appagante che farà vivere ad entrambi una meravigliosa avventura!

"I cani non mentono su ciò che provano, perché non possono mentire sulle emozioni. Nessuno ha mai visto un cane triste che fingesse di essere felice..."

                                                                   (J. Masson)

 

Tiziana Cecchini

Per consulenze e iscrizioni al corso base di psicologia canina contattare

tiziana@curaicaninaturalmente.it   -Cell. 3923295615

Print Friendly, PDF & Email

Prodotti Bio per i Cani

Prodotti biologici per i cani :

NFC tags per cellulare

NFC tags programmati da :

  • Informatica In Azienda di Emanuel Celano
  • Via Vaccaro 5 (40132 Bologna )
  • P.Iva : 02137271207

Consulenze

Consulenze sulle cure naturali :

  • Ass. Culturale Spazio Sacro
  • Via Vaccaro 5 (40132 Bologna )
  • C.Fiscale: 91279120371
0